|
FIGLIO DI
GIUSEPPE E GIOVANNA GIRGENTI, NASCE A LUCCA SICULA, IL 19 FEBBRAIO 1912
DA UNA FAMIGLIA NUMEROSA E CON POCHE RISORSE ECONOMICHE.
I NONNI
ALL'EPOCA EBBERO VENTI FIGLI, DEI QUALI NE SOPRAVVISSERO SOLO OTTO:
• GASPARE,
MARIA E SARA EMIGRARONO IN AMERICA DEL NORD;
• GIOVANNI,
GAUDENZIO E GAETANO EMIGRARONO IN ARGENTINA ;
• NINA E LAURA
RESTARONO IN SICILIA.
GIOVANNI
CASTELLANO IN TENERA ETÀ SVILUPPO' L'AMORE PER LA MUSICA, LA PITTURA E
L'ARTIGIANATO.
COME MAESTRO
AVEVA PADRE LIPANI, L'ARCIPRETE, CON CUI COLLABORO' NEL RESTAURO DELLA
CHIESA MADRICE DI LUCCA SICULA (AG), E, SEMPRE A LUCCA SICULA, FU
MAESTRO PER LUNGHI ANNI DELLA BANDA MUSICALE.
NELLA SUA VITA
VIAGGIO' MOLTO, GLI ULTIMI VIAGGI LI FECE IN AFRICA ORIENTALE E IN
ERITREA.
AL SUO RITORNO
IN SICILIA CONOBBE ROSA BUSCEMI DI VILLAFRANCA SICULA E PRESTO LA SPOSO,
DA QUESTA UNIONE NACQUERO TRE FIGLI : CIRO, MARIA E GIUSEPPE,
NEL 1939 FU
RICHIAMATO ALLE ARMI E PARTECIPO'ALLA 2° GUERRA MONDIALE FINO AL 1945.
L'8 SETTEMBRE DEL 1943, ALLA FIRMA DELL 'ARMISTIZIO, SI TROVO' IN
GRECIA,
LA VICENDA DEL
RITORNO IN ITALIA E' NARRATA NELLE SUE MEMORIE INTITOLATE "Ricordi
delLa mia
prigionia". (100 pagine, noi ne presentiamo
solo un esempio di 4 pagine)
NEL 1946
LAVORO' COME PITTORE NEI PAESI DI BURGIO, VILLAFRANCA E LUCCA SICULA,
ALCUNI SUOI LAVORI CI SONO STATI TRAMANDATI.
E' AUTORE DE
"L'ULTIMA CENA" CHE REGALO' ALLA CHIESA MADRE, POSTA SOPRA LA PORTA D'
INGRESSO DELLA CHIESA, E DELLA "NATIVITÀ" CONSERVATA SEMPRE NELLA CHIESA
MADRE E INSERITA NEL CALENDARIO 2006 DELLA PARROCCHIA PER IL 1°
CENTENARIO.
SCRISSE DIVERSE
OPERE MUSICALI COME:
"LA SARTINA DEL
VILLAGGIO", "DALLA MEZZANOTTE ALLE DUE" E FECE LA TRASCRIZIONE PER BANDA
DI "CANTI DI TRINCEA", E "LA DONNA PERDUTA"
(vedi esempio), LA STRUMENTAZIONE PER BANDA
"FANTASIA DALL'OPERA AIDA DI GIUSEPPE VERDI", ED ALTRE OPERE.
NEL 1950
EMIGRO' IN ARGENTINA, ANCHE LI', ENTRO' A FAR PARTE DEL DIRETTIVO DELLA
BANDA SINFONICA "CITTA' E VITA" DI BUENOS AIRES.
SOFFRI' MOLTO
PER LA LONTANANZA DELLA SUA TERRA NATIA. NEL 1967 FU COLPITO DA UNA
BRUTTA MALATTIA CHE LO PARALIZZO' PER DICIASETTE LUNGHI ANNL
SI SPENSE IL 18
LUGLIO DEL 1988 A LAFERRERE (BUENOS AIRES) CON LA TRISTE CONSAPEVOLEZZA
DI NON POTER PIÙ FARE RITORNO AL SUO PICCOLO PAESELLO.
NATIVO DI LUCCA
SICULA, CALZOLAIO DI MESTIERE, FU POETA, SCITTORE, MUSICISTA E PITTORE.
LA MEMORABILE
FRASE CHE DICEVA SPESSO, CON ORGOGLIO E AFFETTO RICORDATA, E' LA
SEGUENTE:
"PRIMA SONO
SICILIANO, POI ITALIANO"
Presentazione del dott. Giovanni Oliveri
|




|
Biografia de
Juan Castellano
Juan
Castellano naciò el 19 de febrero de 1912 en Lucca Sicula, Sicilia. Su
padre se llamaba Josè y su madre Juana Girgente, tuvieron 20 hijos de
los cuales sobrevivieron ocho; tres emigraron a la Argentina (Juan,
Audensio y Gaetano), tres a los EEUU (Sara, Gaspar, Maria) y dos
restaron en sicilia (Nina y Laura). Juan desde muy joven desarrollò un
interes por las artesanias, recibiò instrucciòn no de la universidad
sino de otros artesanos, su principal maestro fue Padre Lipane, aprendiò
mùsica, restauraciòn y decoraciòn de casas. En 1930 fue como voluntario
al Africa, cuando regreso conociò a Rosa Buscemi de un pueblo vecino que
se llama Villa Franca, se casò y tuvieron tres hijos (Josè, Ciro y
Maria). En 1939 lo llamaron a participar en la II Guerra mundial hasta
1943, sus memorias las dejo escritas en un diorio titulado “Recuerdos
como prisionero en Grecia”. Cuando termino la guerra decidiò emigrar a
la Argentina en 1949, dos anos despues mando llamar a su familia en el
1951. Una vez alli busco como mantener a su familia y realizò distintos
trabajos como decorador e pintor, tambien logro formar una Banda musical
en Ciudad Evita 1952, era un hombre de gran energia se volcaba al
trabajo sin limites, fue sorprendido por una enfermedad grave que lo
paralizò parcialmente en 1967, entonces su vida cambio dràsticamente e
confinado a estar a casa volvio a escribir mùsica y pintar cuadros con
dificulta porque su pulso no era el mismo, sufriò como todo emigrante el
desarraigo de su tierra, que siempre recordaba a su amada Sicilia, una
frase que recordamos decia “Primero soy Siciliano despues Italiano”. La
honestidad era norma en su vida, decia las cosas francamente sin rodeos,
pero a la vez una persona de mucha sensibilidad que lo expresaba a
traves de la mùsica y la pintura. Habìa sufrido hambre, frio, escasez de
todo tipo, hasta llegar al limite del aguante humano vio la muerte con
los ojos, sabia lo que era luchar por sobrevivir en medio de la anarquia
donde no existen los derechos pero nunca perdio la dignidad, creo que
esta experiencia lo marco para toda la vida por eso era un hombre que se
conformaba con lo necesario. Despues de todo su felicidad eramos
nosotros sus hijos, su esposa y sus 7 nietos Pablo, Marcelo, Juan,
Javier, Daniel, Rosa y Yo (Diana), que ahora me encuentro en Lucca
Sicula con mi esposo Andrea Colletti.
Ad opera della nipote Diana Castellano cui va il
nostro ringraziamento per il materiale fornitoci.
la redazione di luccasicula.name |