Il nostro paese, la nostra storia


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Lucca Sicula non ha origini antichissime anche se nel suo territorio, prima della fondazione della cittadina, esisteva un fermento sociale significativo già in epoca
preistorica. Di questo periodo poco conosciuto esistono oggi testimonianze di antichissimi insediamenti nei territori della Valle del Gebbia.  Un primo insediamento risale al II millennio a.C. (età del bronzo). Del III e IV secolo, invece, è il secondo insediamento, romano, del quale è documentata la dedizione della popolazione alla pastorizia ed alla produzione di legname. Le anfore rinvenute nel territorio sono testimonianza, probabilmente, del fatto che il fiume Magazzolo Gebbia fosse navigabile ed utilizzato per la discesa verso la costa.  Un terzo insediamento sembra appartenere al periodo normanno, quando tra il 1100 ed il 1200 era esistente in questi luoghi la città di Villanova. Essa fu successivamente distrutta ma non ebbe alcuna connessione con la storia dell'attuale Lucca che, invece, costituì il quarto insediamento stanziale e che ebbe origine nel XVII secolo. Essa sorge tra le valli del Verdura e dello Gebbia e si pone lungo la viabilità che collega le due Valli. Lucca Sicula adesso è un paese della provincia di Agrigento di circa 2000 anime, posto ad un’altezza di 513 metri sul livello del mare, lungo la dorsale occidentale della collina Pizzo di Santa, adagiato su un leggero declivio che si affaccia sulla vallata dei Fiumi Sosio-Verdura.

 La fondazione di Lucca Sicula all’ interno del feudo Culla e attorno alla sorgente Gininia, avvenne ad opera della Baronessa Francesca Perollo, che avendolo ereditato dal padre Francesco Perollo, nel 1609 sposa Francesco Lucchese Palli, Principe di Campofranco, la cui famiglia aveva governato la repubblica di Lucca toscana col titolo di Granduca e, in onore del marito, vi impone il nome di Lucca ; lo stesso Principe e la moglie ottengono da Re Filippo IV di Spagna, in data 20 giugno 1620, il titolo di Marchese di Lucca reso esecutivo dal Parlamento Siciliano il 23 gennaio 1624, con diritto allo stemma (scudo rosso, con tre palle d’oro) e diritto alla elezione dei magistrati. Con la dote matrimoniale donna Francesca svincola dall'ipoteca il feudo Culla e ottiene la licentia populandi il 5-9-1621. Così il feudo viene abitato e bonificato per coltivare la terra e renderla produttiva. Agli abitanti che ottenevano le terre da coltivare, infatti, era fatto obbligo di residenza con la propria famiglia per dodici anni consecutivi. L'impegno è ripagato poiché le condizioni sociali ed economiche degli abitanti sono buone tanto che altri provenienti da Villafranca e Burgio chiedono di potersi trasferire a Lucca. Ai nuovi "coloni" venivano dati in enfiteusi i terreni e ciò riguardava quel limitato contesto geografico. Ma le condizioni di vita non dovevano essere eccezionali dato che non c'era neanche una Chiesa e le case erano sparute. Nel 1623 erano presenti 189 abitanti suddivisi in 48 famiglie. Nel 1652 il numero salì a 212. Le prime notizie circa l'esistenza della Chiesa Madre "Maria SS.Immacolata" risalgono al 1645; è la Chiesa della "Concezione della Beata Maria Vergine". Il trasferimento a Palermo di Francesca Perollo determina la concessione del feudo ai gabelloti che esercitarono uno strapotere nei confronti degli abitanti e non sollecitarono la costruzione di nuovi edifici. Nel 1647 la Perollo muore senza eredi e il marchesato venne concesso in dono  al Collegio dei Gesuiti di Palermo e, nel 1651, per commutazione con altri feudi, venne ceduto a Laura Bologna Platamone, figlia di Francesco e Giuliana Platamone, portandolo in dote al marito Girolamo I° Filangeri, al quale, dopo la morte avvenuta nel 1667, successe il figlio Alessandro I , principe di Cutò, a cui rimase fino al 1812, anno di emanazione della Costituzione del Parlamento Siciliano da parte dei Borboni. Nonostante il nobile palazzo Cutò Filangeri, il resto di Lucca era povertà ed isolamento territoriale. A fine 1700 gli abitanti passano a 1689 ed il nucleo residenziale si amplia. Le successive vicende sono legate alla differenziazione sociali tra i gabelloti, imprenditori della terra, ed i contadini che restano poveri.

Anche Lucca partecipa ai moti rivoluzionari del '48 : nel 1848 Lucca è retta da un Comitato Provvisorio e poi dal Presidente del Municipio. Nel 1860 a Lucca si forma un gruppo di garibaldini a sostegno dello sbarco di Garibaldi a Marsala. Dopo l’Unità d’Italia , con Regio Decreto n.1196 del 4 gennaio 1863 veniva decretato che il comune di Lucca poteva assumere la denominazione di Lucca Sicula , in esecuzione alla deliberazione del 16 novembre 1862 del consiglio comunale. Dopo l'Unità Lucca risente della piaga del brigantaggio e nel 1892 si costituisce la sezione dei Fasci Siciliani che ottenne la modifica dei patti agrari a favore dei contadini; sotto la guida dei Barbato, Panepinto, Verro si ottenne lo smembramento dei feudi e si diffuse la proprietà contadina. I contadini, infine, si riuniscono anche in cooperative agrarie ad ulteriore dimostrazione che la terra è la fonte prevalente di reddito. I primi del secolo rappresentano il triste quadro dell'emigrazione, molto consistente a Lucca, soprattutto nella direzione delle Americhe ma molti fecero fortuna determinando un conseguente miglioramento delle condizioni sociali ed economiche nel paese di origine. Gli anni della prima guerra mondiale furono talmente duri da indurre, nel 1917, 400 donne pacifiste a manifestare davanti al Municipio in favore della pace. Furono arrestate e condannate e la loro bandiera bianca sequestrata. Molti furono i disertori che subirono anche la tortura delle proprie donne da parte delle autorità. Nel 1924 Lucca fu retta da un potestà del regime fascista al quale si opposero in tanti. Tra questi Giovanni Bufalo, possidente di fede anarchica che nel 1946 fu eletto primo Sindaco di Lucca Sicula. Egli giurò fedeltà al popolo, essendosi rifiutato di farlo nei confronti del Re. Non si sedette mai nella poltrona di Sindaco perché, come diceva :"il potere appartiene al popolo".

Il paese di Lucca Sicula, dal punto di vista architettonico non può vantare monumenti di particolare rilevanza artistica, è uno dei pochi comuni che non gode della presenza del palazzo signorile, in quanto il possidente del feudo non viveva sul luogo. Delle cinque chiese che originariamente erano presenti nel paese (Chiesa della Beata Maria Vergine , Chiesa del SS Rosario, Chiesa di Santa Rosalia, Chiesa di San Giuseppe,Chiesa di Sant’Antonio) , ne sono rimaste solo due.

La Chiesa Madre, consacrata a Maria S.S. Immacolata, è stata costruita nel 1640 in stile neoclassico ,presenta un impianto planimetrico a navata unica con sei nicchie laterali, arricchita da un artistico fonte battesimale in marmo pregiato e che una volta era delimitato da una bellissima cancellata in ferro battuto di notevole fattura.

La Chiesa del S.S. Rosario è stata realizzata nel 1650 in stile neoclassico, con pianta a navata unica, con annessa cappella laterale, collocata in basso a sinistra, dove viene venerato il S.S. Crocifisso, i cui festeggiamenti ricorrono il 12 settembre, in concomitanza della manifestazione religiosa più importate della città di Lucca, i Festeggiamenti dell’Esaltazione della Santa Croce (Luminara) del 13 settembre, caratterizzata da una lunga processione religiosa con migliaia di lumi di cera, che si snoda per le vie della città.

L’unico monumento civile che riveste particolare importanza è il Palazzo Lo Cascio, ubicato lungo il corso principale del paese, si affaccia sulla omonima piazza, sulla via Locascio e sulla via Teatro, di forma massiccia e squadrata.

Infine, l’abbeveratoio pubblico denominato“Canale” , a cui sono particolarmente legati i lucchesi, che fino al 1950 era fonte di approvvigionamento idrico, detto abbeveratoio, che fino all’inizio degli anni settanta arredava la piazza principale, era costituito da una vasca centrale rettangolare, realizzata con blocchi in pietra di Burgio, delimitata lungo i lati minori da due piedistalli in pietra squadrata, uno dei quali era sormontato da una statua in marmo chiamata “Primavera” , ma che una credenza popolare reputa che possa impersonare la Baronessa Francesca Perollo, fondatrice del Paese.

Dal punto di vista economico, l’attività prevalente è quella agricola, che ha sempre contraddistinto il Lucchese, per l’intraprendenza e la laboriosità; un detto locale recita “Casa quantu basta e terra quantu vidi”. Pur avendo un territorio alquanto limitato i contadini lucchesi si sono allargati verso i territori limitrofi, fino a quasi raddoppiare il patrimonio territoriale. Nei primi anni sessanta il paese contava quasi 3500 abitanti, grazie al reddito prodotto dalle coltivazioni estensive a cereali. Dopo il terremoto del 1968, una profonda crisi attanaglia l’agricoltura , per cui si è assistito alla prima ondata migratoria massiva verso le città del nord d’Italia e soprattutto verso la Germania , particolarmente nel Baden-Wurttemberg. Tuttavia l’attaccamento dei lucchesi verso la propria terra è stato sempre profondo, per cui grazie alle rimesse degli emigrati , hanno ripreso ad investire in agricoltura, comprando nuovi appezzamenti di terreno , meccanizzandosi e soprattutto riconvertendo la produzione agricola con nuovi impianti di mandorleti e vigneti, che hanno ridato nuovo slancio e vitalità all’economia locale, grazie ad una iniziale elevata redditività di queste colture.

Improvvisamente, alla fine degli anni ottanta , i prezzi dei prodotti agricoli crollano, ma i lucchesi , grazie alla propria caparbietà, non si sono persi d’animo, anzi hanno ricominciato una terza fase di riconversione colturale, puntando nella coltivazione del pesco tardivo, ma soprattutto nell’olivicoltura, grazie ad una cultivar autoctona della varietà “Biancolilla”, che produce un olio d’oliva di eccellenti qualità organolettiche, caratterizzato da una bassissima acidità oleica (inferiore allo 0,3%) , dalla fragranza eccezionale dovuta al profumo fruttato e particolarmente ricco di grassi monoinsaturi. Purtroppo dall’inizio del 2000 si sta assistendo ad un’altra profonda crisi, per cui i giovani che tanto avevano investito in agricoltura, stanno abbandonando le proprie aziende ed il paese , ed un nuovo flusso migratorio verso il nord, ha portato la popolazione ad appena 2000 anime. Pertanto sarebbe auspicabile, al fine di arrestare questa emorragia, che i produttori olivicoli rimasti, si riunissero in un consorzio di tutela e valorizzazione dell’olio extravergine d’oliva “Biancolilla”, al fine di ottenere , finalmente, la Denominazione di Origine Protetta (D.O.P.).

Una citazione doverosa meritano le due imprese artigianali locali: la O.C.A.P.A. snc di Ragusa e la O.M.A. snc di Ragusa S.& C. Due Aziende che con la loro produzione di macchine ed attrezzature per l’agricoltura, si sono bene radicate nella realtà produttiva siciliana. Fra le altre attività produttive, presenti nel territorio comunale, non bisogna dimenticare i tre oleifici ad elevata e qualificata produttività , che sono : Oleificio Sociale Coop. Papa Giovanni XXIII , G..M. 3 di Mortillaro Giuseppe & C., Oleificio Dangelo Salvatore.

INFORMAZIONI SUL COMUNE DI Lucca Sicula

 

Regione

Sicilia

Provincia

Agrigento AG

Cap

92010

 

Mappa Lucca Sicula

Prefisso Telefonico

(+39) 0925

Codice Istat

84022

Codice Catastale

E714

Abitanti

2,090 (M 1,002; F 1,088)

Abitanti al Km2

113.00

Numero di famiglie

794

Numero di abitazioni

1082

Nome Popolazione

lucchesi

Santo Patrono

Maria SS. Immacolata

Targa

AG

Farmacia

dott.ssa Anna Maria Sedita         via Roma n.22   tel. 092560448

Indirizzo Comune

Via Corvo, n. 1 - 92010 Lucca Sicula - ITALY

Sindaco

Salvatore Dangelo  (Giugno 2008)

Piazza Storica

Lucca Sicula

Fax

(+39) 0925-60585

Telefono

(+39) 0925-60490

Comuni limitrofi

Bivona, Burgio, Calamonaci, Villafranca Sicula, Palazzo Adriano

Informagiovani

Under Construction

COME ARRIVARE

IN AUTO: (viabilità)
- da Palermo: Scorrimento veloce per Sciacca (Km 110)bivio del monaco direzione Burgio;

- Da Agrigento: S.S 115 Agrigento Trapani (Km 50) bivio del monaco direzione Burgio.

IN AEREO
- Aeroporto Falcone Borsellino (Palermo), quindi Pulmann (sais) per Sciacca coincidenza per Lucca S.(ditta Lumia).

IN TRENO:
- Stazione FF.SS. Palermo, quindi Pulmann (Autolinee Gallo) per Sciacca coincidenza per Lucca S.(ditta Lumia);

- Stazione FF.SS. Agrigento, quindi Pulmann per Ribera coincidenza per Lucca .

 

Durata Media del Giorno A LUCCA SICULA

Gennaio: dieci ore e due minuti

Luglio: quattordici ore e trentasette minuti

Febbraio: dieci ore e cinquantasei minuti

Agosto: tredici ore e quarantatre minuti

Marzo: dodici ore e cinque minuti

Settembre: dodici ore e trentaquattro minuti

Aprile: tredici ore e diciassette minuti

Ottobre: undici ore e ventuno minuti

Maggio: quattordici ore e dicianove minuti

Novembre: dieci ore e diciotto minuti

Giugno: quattordici ore e cinquantuno minuti

Dicembre: nove ore e quarantacinque minuti

Annuale: dodici ore e dicianove minuti

                                                                                                                                            la redazione di luccasicula.name

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