Questa piccola ricerca è nata nel 2005 grazie ad un racconto fattomi dal signor Danna Pasquale nato il 16.10.1915 e deceduto il 08.06.2007

( Per opera e merito del dott. Giuseppe Mirabella)

 

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La casa della ruota

in Lucca  Sicula 

Esempi di ruote:

la ruota degli esposti Firenze

 

Ruota di Pisa

 

Ruota di Roma

 

Ruota degli esposti Venezia

 


La storia dell'abbandono dei neonati in Sicilia è una storia condivisa con altre regioni italiane, anche se più accentuata. Nel periodo della dominazione spagnola, le iniziative e i provvedimenti per combattere il fenomeno dell'abbandono furono diversi ma lasciate ai benefattori privati in armonìa con le istituzioni ecclesiastiche cattoliche.

Molto fecero i Governi Borbonici

II governo borbonico, a seguito del concordato con la Santa Sede, che trasformò gli istituti di pia carità per orfanelli da amministrazioni religiose in laiche, nel gennaio del 1751 istituisce la Deputazione dei projetti (trovatelli). Il viceré Eustachio di Laviefuille impose a tutti i Comuni siciliani la costruzione di una "ruota" pubblica ove si potessero abbandonare i bambini. L'obbligo costrinse tutti i comuni .anche i più piccoli, come Lucca, a istituire la ruota. La"ruota" era un meccanismo abbastanza semplice ideato e costruito per abbandonare un neonato. All'interno di un cilindro di legno cavo dove era posto avvolto in coperte o stracci. Il cilindro di legno era fissato, come una finestra, dentro un muro e ruotava con un perno in modo da poter portare il neonato dall'altra parte-del muro. L'operazione d'abbandono dentro la "ruota" era preceduta dal suono di una campanella. La persona preposta a quel servizio, che si trovava aldilà del muro, udendo la campanella, si recava a ricevere il bambino e non vedeva chi dall'altra parte aveva lasciato il neonato. Ogni amministrazione comunale era obbligata a provvedere all'assistenza ed al mantenimento dei trovatelli tramite una nutrice che veniva pagata mensilmente. Successivamente nel 1760 venne emanato un regolamento che obbligava ogni Comune a corrispondere gli alimenti per i bambini maschi fino a 5 anni e per le femmine fino a 7 anni, poi i maschietti erano avviati al lavoro presso un artigiano o un contadino, le femmine imparavano il mestiere della tessitura.

Compiti della commissione amministrativa di beneficenza della casa dei projetti

Nel nostro comune come si vede dagli atti compresi tra il 1860 e il 1862 (purtroppo non esistono altri atti) la commissione era formata: dal Sindaco, dal parroco, da un medico e da un medico chirurgo. Dal 1860 al 1862 i sindaci presidenti della detta Commissione furono: 1860 Girolamo Lo Cascio, deceduto il 13.04.1868, età anni 54, figlio di Lo Cascio Rosario e di Puccio Paola, abitava nel quartiere Rosario; 1861 Giuseppe Locascio, notaio, figlio di Lo Cascio Antonino e di Concetta Saracino, sposatosi nel 1856 con Carani Maria Michela, e deceduto il 26.02.1867, età anni 48, nel quartiere di San Giuseppe; 1862 Giuseppe Cocchiara, assessore anziano facente funzione di Sindaco, deceduto il 09.08.1867, età anni 59, nel quartiere Giacato, figlio di Andrea Cocchiera e Commuccio Lucia, sposato con Marianna Sparacino. Per tutti i tre anni citati, gli altri componenti la Commissione furono: Sacerdote Triolo Antonino, deceduto il 17.6.1885, nel quartiere CaseNuove, all'età di anni 71, figlio di Triolo Salvatore e Silvio Francesca; Medico fisico Carani Rosario sposato con Giandalia Antonia; Medico chirurgo Carani Vincenzo, deceduto 26.12.1870, età 82 anni, nel quartiere della Madre Chiesa, figlio di Carani Rosario e di Francesca Scirè, marito di Vincenza Musso. Detta Commissione aveva il compito di iscrivere la nascita del projetto, a seguito alla denuncia della nutrice della casa della ruota, dare nome e cognome, farlo visitare ai due medici, avvisare il parroco per il battesimo, ed avvisare il Tribunale. (Allegasi, in pdf, esempio copia di atto di nascita, avviso al parroco e avviso al comune ).  Atto I°      Avviso al parroco Comunicazione al comune 

II battesimo era impartito subito, in quanto la mortalità infantile era molto elevata e non si voleva correre il rischio di omettere il sacramento religioso. Basti pensare che nel 1848 su 113 morti, 25 furono i bambini di genitori ignoti e nel 1849 su 118 morti ben 22 furono i bambini ignoti.

Compiti della nutrice della casa della ruota dei projetti.

La nutrice aveva il compito di tenere accesa una lampada ad olio durante tutta la notte davanti la ruota, portare il bambino al Comune per la dichiarazione, per la visita medica, di portarlo al battesimo, di allevarlo, di custodirlo e di darne conto ad ogni richiesta dell'autorità municipale.

Ubicazione della casa della ruota

Nei comuni più grandi esisteva una struttura comunale adibita a casa dei projetti, a Lucca la casa della ruota era ubicata presso l'abitazione della nutrice. Dagli atti di nascita si rilevano le seguenti nutrici: dal 1820 al 1830 la signora GAGLIANO VIRGINIA e la ruota era ubicata nella strada detta Bellitti; dal 1831 al 1880 la signora MORELLI NICOLETTA e la ruota era ubicata in via Della Vasca angolo Via Fontana;dal 1881 al 1906 la signora CASCIO ROSALIA e la ruota era ubicata in via Della Vasca fino al 1885 e in via del Forno fino al 1906. L'ufficiale dello stato civile era in obbligo di dare nome e cognome e cercava sempre di usare generalità fantasiosi, ispirandosi o alla natura o ad una città o ai mesi dell'anno, per evitare che qualcuno potesse risalire alla vera identità del bambino. Come esempi possiamo citare: Giulietta Del Campo, Arturo del Cielo, Carlo Del Porto, Giulio Millefiori, Giulietta Campagna, Ilario Del Pozzo, Maria Gioia, Alfio Allegrezza, Febbraio Ignazio, Cirillo Aprile, Antonio Milano, Salvatora Siracusa ecc.ecc. Bisogna evidenziare che spesso le nutrici, per lucrare sul compenso dovuto, portavano i loro figli legittimi alla ruota per ottenere fraudolentemente lo status giuridico di proietti. Questo sistema di "truffa" perdurò fino alla formazione dello Stato Unitario. Per tali inconvenienti, i documenti per l'affidamento dei proietti alle nutrici espressamente citavano che: "dagli accertamenti non è risultato che la nutrice era la madre del bambino abbandonato". I motivi d'abbandono erano prevalentemente dovuti alle seguenti cause: povertà, meretricio, rapporti fra padroni e serve, figli di padre che non riconosceva e non voleva riparare. Dopo l'unità d'Italia, soprattutto dal 1883 al 1888 vi fu un enorme aumento dei neonati abbandonati, tanto che il governo di Francesco Crispi fu costretto a promulgare una legge nel 1890 per il riordino degli istituti di beneficenza con la creazione degli "Istituti per l'assistenza e benefìcenza", ma in Sicilia la ruota continuò a funzionare fino al 1906. Nel 1923 furono tutte abolite nel territorio italiano con un regolamento approvato dal governo di Mussolini, che istituì " L'Aziende per il servizio alle persone".

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